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domenica 6 luglio 2008 utenti connessi: 10
 
 
 
 
 
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La presenza sull'altopiano sommitale del Massiccio del Matese di ben tre laghi (lago Matese, lago di Gallo e lago di Letino) insieme ad un'estesa copertura vegetale hanno determinato un meraviglioso habitat naturale che ospita innumerevoli specie del regno animale.
Oltre alle specie tipiche dei boschi di latifoglie (Volpe, Lepre, Tasso, Ghiro, Riccio, Cinghiale, Scoiattolo, Donnola) non mancano presenze estremamente interessanti come il Gatto Selvatico (Valle del Londro), la Lontra lungo le rive del Volturno, e soprattutto il lupo appenninico, che ha fatto di queste montagne uno dei suoi ultimi rifugi (presenze costanti accertate a Camporuccio, Valle Janara, Tre Torrette, Colle
il Lupo
Tamburo, Esule).
Nei toponimi, invece, è segnato il ricordo dell'Orso (Vado dell'Orso).
Tra l'avifauna la presenza più interessante è quella dell'Aquila Reale (almeno una coppia nidificante nella Valle dell'Inferno). Tra gli altri rapaci diurni annotiamo la Pojana, il Gheppio, lo Sparviero (Capo Quirino), l'Astore, il Nibbio (Rava di Prata); tra i notturni il Gufo, il Barbagianni, la Civetta, l'Allocco.
il Gufo
Sulle pendici del Miletto è presente il Gracchio Corallino ed il Corvo Imperiale.
Nei boschi troviamo il Picchio verde e rosso, la vistosa Ghiandaià ed il Cuculo.
Un discorso a parte merita l'avifauna migratoria; la presenza dei laghi ed in particolar modo quello del Matese, ricco di canneti, permettono, come detto, la sosta di moltissime varietà di uccelli.
Troviamo il Germano Reale, il Mestolone, il Fischione, lo Svasso, l'Airone cenerino e l'Airone rosso, la Folaga, ecc.
Tra gli anfibi ricordiamo l'Ululone dal ventre giallo, un rospo bellissimo (Ponte Ruscio), ed il Tritone crestato (Rava di Prata). Le acque dei laghi abbondano di Carpe, Tinche, Anguille e Lucci. Passando ai rettili sono presenti sul Matese il Ramazzo, l'Orbettino (pendici del Mutria, Capo Lete), la Biscia d'acqua, il Biacco.
La Vipera aspis è presente ovunque ma con densità variabilissima da zona a zona. L'Aspide è la vipera più diffusa in Italia; la si può trovare in ogni regione, tranne che in Sardegna. Predilige zone soleggiate a scarsa vegetazione e pietrose.
Alimentazione preferita delle vipere sono: arvicole, topi, talpe, grilli, ecc.; loro nemici naturali sono: gli uccelli rapaci, i ricci, i cinghiali.
il Cinghiale
 
L'Aquila Reale
L'Aquila Reale caccia prevalentemente in volo esplorativo, apparendo all'improvviso da dietro iprofili delle montagne e delle irregolarità del terreno, al di là delle quali si nasconde fino all'ultimo momento volando basso (e magari in precedenza da alta quota aveva osservato la situazione con la sua acutissima vista). La cattura viene effettuata con una decisa picchiata sul terreno. Spesso la coppia collabora nella caccia: mentre un Aquila fa "muovere" dai nascondigli le possibili prede, volando molto basso e radente il suolo, l'altra, che segue ad un'altezza maggiore, la cattura prontamente.
Aquila Reale
Medi e piccoli mammiferi costituiscono la parte principale della sua dieta (le marmotte sono le sue preferite) ma vengono catturati anche rettili e uccelli tra cui i corvidi (a volte anche in volo)
Il fatto che possa catturare, anche se assai di rado, agnelli e capretti è compensato dal fatto che anche molte volpi vengono eliminate dall'Aquila.
Comunque in un gruppo di possibili prede è certo che l'Aquila Reale sceglierà sempre quelle più deboli e malate assolvendo bene alla sua funzione di 'equilibratrice naturale'.
Sono state raccontate troppe leggende sulle possibilità predatorie dell'Aquila Reale. Vedendo tentativi di attacco di giovani e inesperte Aquile a camosci o pecore adulte si è pensato che potesse catturare animali enormi. Più di cinque chili però pare che l'Aquila non riesca a sollevare.
Se animali più grossi sono posti sull'orlo di un precipizio e l'Aquila ha il nido un pò più a valle del territorio di caccia forse può catturare anche prede più grosse (addirittura fino a dieci - undici chili) prelevandole (fin che ce la fa non le molla) con un volo passivo in discesa verso il nido.
 
 
 
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