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venerdì 29 agosto 2008 utenti connessi: 2 |
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| Le
escursioni sul Matese sono, prima di tutto,
un tranquillo camminare nel verde: boschi,
praterie, pozze d'acqua si susseguono senza
soluzione di continuità, donando
a chiunque percorra questi sentieri profonde
sensazioni di completa immersione nella
natura.
La vegetazione del Matese non si distacca
molto, nei suoi caratteri generali, da quella
degli altri massicci dell'Appennino Centro-Meridionale.
Ai
livelli inferiori (fino ad una altezza di
m 800-900 circa), nelle zone ove campi coltivati
e pascoli non ne hanno usurpato l'areale,
le pendici sono ricoperte di boschi. Nel
settore che guarda verso il mare e nel versante
sinistro idrografico della Valle del Volturno
si
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| fioritura
primaverile in un bosco del Matese |
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riscontra
una vegetazione del tipo della macchia mediterranea,
con forte prevalenza di Leccio (Quercus ilex)
- specialmente sulle pendici nord-occidentali
tra Monteroduni e Capriati - misto con specie
meno termofile come l'Orniello (Fraxinus ornus),
il Bagolaro (Celtis australis), la Roverella (Quercus
pubescens), l'Acero campestre (Acer campestre),
il Carpino nero (Ostrya carpinifolia). Nelle altre
zone di questa fascia sub-montana la foresta è
più francamente mesofila con Cerro (Quercus
cerris), piuttosto raro (causa la natura essenzialmente
calcarea del terreno) Castagno (Castanea sativa),
Maggiociondolo (Cytisus laburnum), Biancospino
(Crataegus spp.), Prugnolo (Prunus spinosa).
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Ai
livelli superiori, dai 900-1000 mt. al
limite superiore della vegetazione, la
foresta si presenta come faggeta quasi
pura: impera il Faggio (Fagus silatica),
sia sotto forma di altofusto (una fustaia
molto bella si trova intorno all'abisso
del Pozzo della Neve, in agro di Campochiaro),
sia come ceduo più o meno degradato.
A tratti fittissimo ed impenetrabile,
a tratti più aperto e soleggiato,
il bosco di faggio affascina per il giocò
di luci ed ombre che si verifica nel suo
interno. A tratti, ancora, gruppi di alberi
enormi, isolati nelle distese dei grandi
"campi".
Il Faggio raggiunge i 30 mt. di altezza,
ha corteccia liscia, grigioargentea, foglie
di un colore verde scuro e lucido nella
pagina superiore, più chiare ed
opache in quella inferiore; si adatta
a tutti i terreni purché non eccessivamente
umidi e compatti ma trova un tempo diffusissimo
sul Matese è oggi pressocché
scomparso, di
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essonon resta che un piccolo nucleo nella Forra
del Quirino.
Sul Matese si possono anche incontrare dei rimboschimenti
di Ontano napoletano (Alnus cordata), introdotto
a scopo di miglioramento, in molte zone del massiccio.
Il sottobosco è ricco di Funghi (particolarmente
Porcini), Lamponi, Fragole, Origano ed altre erbe
officinali.
Anche la vegetazione delle radure e delle zone
scoperte rocciose non si discosta molto da quella
tipica per queste zone: troviamo la Scilla, l'Asfodelo,
la Genziana, la Digitale, la Belladonna, la Felce
e l'onnipresente Sambucus ebulus, la pianta più
caratteristica che accompagna il faggio negli
spiazzi maggiormente aperti e luminosi.
Tra le altre specie erbacee del Matese meritano
una menzione particolare, per la bellezza dei
loro fiori, le Orchidee spontanee dei generi Orchis,
Dactylorhiza, Serapias, Platanthera e la Cephalanthera
rubra, comunissi ma proprio nelle faggete. Cliccando
qui potrete visionare le 400 specie che polonao
il massiccio del matese.
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| Al
di sopra del limite della vegetazione arborea
(in più parti tenuto più basso
dagli interventi distruttivi dei pastori)
vegeta una fascia di cespuglieti radi dominati
da esemplari prostrati di Ginepro (Juniperus
communis nana):
I pascoli montani sono costituiti in genere
da praterie a Sesleria apennina e Carex
kitaibeliana, a Festuca violacea mentre
sui brecciai attivi compare la vegetazione
discontinua a Festuca laxa dimorpha e nei
luoghi petrosi più umidi e freschi
il Brachypodium pinnatum glabrum. |
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| gregge
di pascolo sulle rive del Lago Matese |
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copyright 2004© Comunità Montana zona del Matese® |
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